LUCIO GIORDANO/MUSICA

AMARCORD. VALERIA ROSSI: ” CHE FINE HO FATTO? IN TRE PAROLE: HO PREFERITO VIVERE”

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

“Tre parole? Vivo in Maremma”. Sembra una battuta. Ma non lo è. Valeria Rossi, la cantante che nell’estate 2001 spopolò con il brano Tre parole, quello del ritornello sole cuore e amore  che raggiunse i vertici delle classifiche italiane di dischi, oggi vive davvero in Maremma. Un paesino in provincia di Grosseto che lei preferisce mantenere segreto. Una scelta  che fa capire di come la nuova vita della cantante che ha cantato poche stagioni sia ora tutta improntata verso l’anonimato.

    Via dalle tentazioni del successo. Via soprattutto  dalle strade trafficate di Roma. “Non volevo far crescere mio figlio Miro tra i palazzi, racconta subito la Rossi, che a marzo compirà 43 anni. E’ per lui che con  mio marito ho deciso di lasciare la città per un paesino a misura d’uomo. Miro, che ha tre anni,  cresce quindi sereno tra i prati e il mare. A contatto con la natura. Nella Capitale sarebbe stato diverso. Del resto anche io sono cresciuta in un  paese. A Mentana, trenta chilometri da Roma. E il rapporto che avevo con la gente del posto era diverso, di sicuro più sano e genuino,  di quello vissuto anni dopo con le persone che ho conosciuto a Roma, quando cioè ho deciso di trasferirmi per andare all’università”.

   Dunque, ricapitolando. Valeria Rossi, in questi dieci anni, ha attraversato le onde del successo, le ha lasciate alle spalle, come quando la schiuma ti porta a riva e i flutti si ritirano. E si è anche sposata. “ Lui si chiama Pietro Foresti, racconta Valeria, ed è un produttore musicale, psicoterapeuta e life coach. Ci siamo conosciuti anni fa attraverso delle mail. Mi ha chiesto delle informazioni sul mio lavoro, gli ho risposto, e abbiamo iniziato a comunicare. Poi ad un certo punto ci siamo incontrati e grazie a lui ho iniziato a dare un equilibrio e un’organizzazione alla mia vita. Prima infatti le mi  scelte erano casuali, confuse. Inevitabile che, con la frequentazione assidua, tra noi nascesse  anche l’amore”.

Per chi non lo sapesse il Life coach  è una specie di allenatore  di obiettivi da raggiungere nella vita, uno che aiuta una persona a cambiare in meglio uno o più contesti dell’esistenza, gli dà una mano a prendere decisioni importanti motivandola nel raggiungere i traguardi  prefissati  e ad organizzare nel migliore dei modi la vita quotidiana. La figura ideale insomma per i musicisti, ricchi di talento ma spesso disorganizzati. “ Lo avessi conosciuto all’epoca del mio successo, forse non sarei andata incontro alle tante difficoltà di quel periodo”. Sorride Valeria.

Ma il suo tono è in fondo molto serio. Già, perché la Rossi, che oggi fa la mamma e si è ritagliata uno spazio nel mondo della musica come scopritrice di talenti, sotto la luce dei riflettori non si è mai mossa a proprio agio. “ Mi sentivo sballottata da mille ‘angeli’ che seguivano la mia carriera da una parte all’altra dell’Italia: erano quelli della mia etichetta discografica. Certo, Tre parole era diventato un successo incredibile in quell’estate del 2001. Era inevitabile prender parte alle rassegne canore come il Festivalbar o a manifestazioni musicali nelle quali venivo invitata a ripetizione. Dormivo una sera in un albergo, la sera dopo in un altro di una città magari a mille chilometri di distanza. E io non ero abituata a quei ritmi, a quelle regole discografiche. Fino a tre parole la mia era stata infatti una vita relativamente tranquilla. Con la popolarità non avevo niente a che spartire. Mi chiedevo perché stesse capitando tutto questo proprio a me. Il 2001 si è presentato insomma come un fulmine a ciel sereno nella mia esistenza. Riuscire a gestire tutto quel successo non è stato facile. Davvero. Ci metta anche il mio carattere. Io sono fondamentalmente una donna timida. Anzi, senza mezzi termini, sono un orso. Diventare all’improvviso stella musicale presupponeva un approccio verso gli altri che io non avevo.

Timida lo è sempre stata?

Si, sin da bambina. Mettevo perciò un muro tra me e gli altri attraverso la musica, ascoltando il  rock che i miei due fratelli più grandi mi hanno insegnato ad amare. Pochi amici. Scelti. E poi il canto. Questo era il mio mondo”. Il mondo di una ragazza nata a Tripoli, in Libia, da genitori italiani che, prima di lasciare l’Africa per le pressioni del colonnello Gheddafi, avevano un  commercio di import ed export con L’Italia. “ Io ero appena nata, dice Valeria, ma non le nascondo che nel tempo ho vissuto con dolore quella pulizia etnica a cui la mia famiglia era stata sottoposta da Gheddafi” .

   Dopo Tripoli, Mentana. E poi Roma, l’università. Facoltà di giurisprudenza. Per mantenersi, Valeria fa mille lavoretti, dalla cameriera alla traduttrice. Si avvicina al teatro  e alle sette note, frequentando diverse scuole musicali. Arriva ad un passo dalla laurea, che prenderà solo più tardi, ma  in antropologia culturale. Quindi il destino bussa alla porta. Una marca di patatine le commissiona la musica per una pubblicità: “ Quello di suonare era uno dei miei tanti modi di sbarcare il lunario. E l’occasione dello spot mi sembrò ottima per esprimere tutto il mio talento. Peccato che alla fine non se ne fece niente e io rimasi con quel motivetto tra le mani. Tre anni dopo averlo cambiato e reso più solare lo proposi alla commissione di Sanremo  giovani. Ma il brano venne scartato, anche se arrivò in finale. La mia casa discografica però ci credette e decise di lanciarlo ugualmente sul mercato”.

Fu un successo clamoroso, inaspettato. Per sette settimane  tre parole, a cui fece seguito nell’ottobre 2001 l’atteso album d’esordio  “Ricordatevi dei fiori”, rimase in testa alle classifiche. E intanto Valeria Rossi si ritrovò a gestire una fama destabilizzante. “Però allo stesso tempo era bello esser riconosciuta per strada, da giovani e anziani. La gente mi fermava e mi chiedeva di intonare la canzone, cosi, su due piedi. Due ragazzine, una volta, mi circondarono minacciando scherzosamente che non mi avrebbero lasciata andare se non avessi cantato il motivetto per intero. Capitavano cose del genere, stranissime, in quel periodo di grande popolarità. E però io ho vissuto quei momenti con distacco, quasi senza accorgermi di nulla, come se stesse capitando ad un’altra e non a me . Vivevo il tutto con un senso di precarietà, non mi sentivo libera di fare quello che più mi piaceva. Sentirmi stralunata forse è stata però la mia fortuna. Il successo avrebbe infatti rischiato di farmi perdere il contatto con la realtà.”.

 

Soldi, popolarità, viaggi. Un turbinio di sensazioni. Valeria Rossi era entrata nel mondo delle musica dalla porta principale senza nemmeno bussare, ma  era stata  accolta a braccia aperte dalla carica di simpatia e da quel motivetto semplice, orecchiabile. Il difficile veniva dopo. “ Confermarsi non era facile e lo sapevo già. Ma a quel punto, nel 2004, ho scelto di incidere un album  più intimista, “Osservi l’aria”, di propormi  dunque per come sono nella vita. Le vendite però non sono state le  stesse di Tre parole.

Rimase delusa?, domando. “ No, in fondo me l’aspettavo. E in quell’occasione ho capito una cosa: che non volevo restare schiacciata dai meccanismi del successo, che in fondo la luce dei riflettori non era per me. Che in fondo la popolarità è faticosa da gestire”.

E cosa ha fatto?

Ho cambiato traiettoria. Ho iniziato  ad incidere brani per altri artisti. Uno, quello di Jessica Brando, dove non ci sono ore nel 2010 è arrivato secondo  a Sanremo giovani. E adesso, oltre a scoprire talenti, sono diventata anche una vocal coach.

Cioè?

Preparo giovani cantanti ad affrontare psicologicamente il pubblico durante le loro esibizioni. Insomma, come vede ho trovato la mia vera dimensione: restare nell’ambiente musicale, senza  più apparire”.

Ma adesso che è rientrata dietro le quinte, la gente che la riconosce per strada, le domanda magari: Valeria, che fine ha fatto?

Si. E io rispondo semplicemente: nessuna fine. Sono più viva e felice che mai.

E quando ripensa al periodo di tre parole non prova nostalgia per quei fuochi d’artificio che ha vissuto per un’intera stagione?

Nostalgia no. E’ stato piacevole aver vissuto quei momenti. Ma non cambierei la mia vita di oggi con quella di ieri. Ho cercato per anni l’armonia interiore. Finalmente l’ho trovata grazie a mio marito, a mio figlio , a questa scelta di cambiare città.

Non prova , però , un senso di isolamento a vivere in un paesino lontano dal mondo  della musica?

No. Abito a centocinquanta chilometri da Roma. Un paio d’ore d’auto o di treno e sono nella Capitale. Del resto il mio lavoro di scopritore di talenti si svolge un po’ in tutta Italia. Mi muovo spesso con la famiglia al seguito  e posso farlo partendo anche da qui. Certo, per alcune persone che mi conoscono la mia è stata una decisione coraggiosa. Ma anche in questo caso ho dato retta al mio motto.

Che sarebbe?

Bisogna osare sempre. Come vede sono tre parole. Semplici ma efficaci. Proprio come il brano che per dodici mesi ha cambiato improvvisamente la mia vita.

13 thoughts on “AMARCORD. VALERIA ROSSI: ” CHE FINE HO FATTO? IN TRE PAROLE: HO PREFERITO VIVERE”

  1. Pingback: I cento più letti e visti della settimana su Alganews. 5 dicembre 2012. « Lucio Giordano

  2. Pingback: I 100 più letti e visti della settimana. 10 dicembre 2012 « Lucio Giordano

  3. Pingback: I 100 PIU’ LETTI DEL MESE. 12 DICEMBRE 2012 « Lucio Giordano

  4. Pingback: I 100 Più letti della settimana su alganews. 17 dicembre 2012 « Lucio Giordano

  5. Pingback: I 100 più letti del mese. 27 dicembre 2012. « Lucio Giordano

  6. Pingback: I 500 più letti del 2012. Aggiornamento del 1 gennaio 2013. « Lucio Giordano

  7. Pingback: I 500 più letti del 2012. Aggiornamento del 1 gennaio 2013. « Lucio Giordano

  8. Pingback: I 500 più letti del 2012. Aggiornamento del 1 gennaio 2013. « Lucio Giordano

  9. Pingback: I 100 più letti della settimana su Alganews. 7 gennaio 2013. « Lucio Giordano

  10. Pingback: I 100 più letti della settimana. 15 gennaio 2013. « Lucio Giordano

  11. Pingback: I 100 piu’ letti della settimana. 20 gennaio 2013 « Lucio Giordano

  12. Pingback: I 100 PIU’ LETTI DEGLI ULTIMI 3 MESI SU ALGANEWS. 20 FEBBRAIO 2013. « Lucio Giordano

  13. Pingback: CLICCA QUI PER POTER VEDERE i 500 ARTICOLI PIU’ LETTI DI SEMPRE SU ALGANEWS. GENNAIO 2014 |

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...