LUCIO GIORDANO/POLITICA/PRIMA PAGINA

MARIO MAURO RIMOSSO DALLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI. LE EPURAZIONI CONTINUANO

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Qualcuno ha parlato di epurazione in clima stalinista, qualcun altro di arroganza autoritaria. Fatto sta che ieri  Il senatore Mario Mauro è stato  rimosso dalla commissione Affari costituzionali che si avvia a discutere il disegno di legge  per il senato. Come dicono in tanti, il prossimo  a saltare potrebbe essere Corradino Mineo.

“Un fatto che  lascia sconcertati – ha affermato Vannino Chiti –  Qui sono messe in discussione autonomia e responsabilità del ruolo dei parlamentari sancite dalla Costituzione. Ci si sta mettendo su una brutta strada.Quello che serve è un confronto e un dialogo reali, non scorciatoie di tipo autoritario, che non portano a niente”.

E  in effetti il discorso di Chiti non fa una piega. Sono mesi che  sostengo questa tesi. Quello che non condivido affatto di questo governo è la voglia di andare avanti a tutti i costi, senza guardare in faccia  nessuno, senza confrontarsi e  interpellare nessuno, rottamando chi non la pensa come Renzi e i suoi.   ” Andremo avanti lo stesso, io non mi fermo “, ha detto più volte in queste settimane l’ attuale Presidente del consiglio.

In tanti  sono saliti sul carro del vincitore e mai come in questo caso stampa e tv stanno alimentando il consenso popolare, con un’omogeneità di voci che nemmeno nella Bulgaria di quarant’anni fa. Mai una critica, mai un’osservazione circostanziata: sul jobs act, sulla Rai, sulla riforma del senato. Oltre che per gli 80 euro, il 40 per cento alle europee del partito di Renzi,  si spiega cosi.

Certo: andare avanti a tutti i costi ‘ per il bene del Paese’, ripete il premier. Ma questa non è democrazia è qualcosa di diverso. E, spinto all’estremo,  qualcosa di ben più grave. E’ una parola  che fa paura  anche solo   pronunciarla. Perchè gli uomini soli al comando hanno sempre  creato problemi all’Italia. In genere, dietro queste persone si stagliano figure accondiscendenti e , soprattutto, fanatici supporters che accolgono le parole del capo in maniera fideistica.

Da giorni, ad esempio,  ho  frequenti scontri verbali con gli elettori renziani. Paradossale. Faccio outing per la prima e ultima volta:  sono gli elettori del partito, il Pd,  che in passato  ho votato. Forse senza un grande trasporto emotivo. Ma che  ho votato. Poi sono arrivati  gli scandali, a valanga,  che continuano a travolgere il Pd, come il Mose e L’expo, il tradimento dei 101 parlamentari che costrinsero Bersani alle dimissioni. Infine gli arresti eccellenti di sindaci e deputati del partito democratico, alcuni  renziani convinti. E cosi ho detto basta, disgustato. Per me il pd è morto lì e mentre moriva guardavo la figura inquietante di Matteo Renzi, questo ragazzo molto ambizioso che è arrivato alla segreteria e poi alla presidenza del consiglio con metodi poco ortodossi.

Enricostaisereno, e Letta è caduto. Al governo ci è andato senza un voto popolare ma con una manovra di palazzo messa in atto con la complicità di personaggi molto illustri. Tutte le volte che il Pd vince il merito è suo, tutte le volte che perde è colpa del vecchio gruppo dirigente. Come a Livorno, domenica scorsa. E quando ieri ho visto una dichiarazione non veritiera, ho scritto un post su facebook:

Titolo su la stampa. I renziani:  hanno perso gli ex comunisti. Insomma con questi democristiani la colpa è sempre degli altri. Non sanno perdere , non sanno accettare le batoste elettorali. Non sanno fare con sincerità un minimo di analisi del voto, di autocritica. Come se il partito non lo avessero occupato loro, manu militari, ormai da sette mesi. Sappiatelo. Se continua cosi’ queste persone porteranno a fondo l’ Italia. Poi un domani non dite che non l’ avevate capito.

Dopo pochi minuti è arrivato il commento di un renziano d.o.c.

  • Alessandro G. Guarda che il PD ha stravinto, cosa ti sei bevuto?
    La risposta di un amico di Livorno è stata puntuale.
  • Fabio M Vatte a vede i voti a livorno nei ballottaggi, questi non hanno ripreso neanche i voti del 25 ed hanno perso in tutti i seggi tranne che a gorgona…qualcosa vorrà pur dire.
  • Alessandro G. Si votava in tutta Italia, non solo a Livorno. Da domani votiamo solo lì? Chi se ne frega di Livorno, sono quattro gatti e la città non conta un cazzo. E poi, lì, la sinistra radical chic ha appoggiato i fasci, punto. E magari c’era un candidato cretino che se lo meritava di perdere.
  • Fabio M La sinistra radical chic ha votato fasci sempre, strana affermazione detta da uno che con i fasci ci governa e ci vuol fare le riforme costituzionali, Matteoli con il pd c’ha fatto affari. Pensate perche avete perso e non per chi abbiamo votato.
  • Alessandro G. Caro Lucio Giordano, sebbene faticassi già a seguire i tuoi post deliranti, non ti avevo mai cancellato perché comunque credo interessante ascoltate anche chi non la pensa come me: fa spesso riflettere, nel bene o nel male. Ma stravolgere la realtà dei fatti, per cui vincere in una città, piccola tra le altre cose, conta di più che stravincere in tutto il resto d’Italia… Beh… Che senso ha? Magari il candidato era pessimo e se lo meritava di perdere, no? Se per te il nemico è il PD, come per le BR il PCI, fatti tuoi.
  • Fabio M questi non vogliono capire il messaggio lanciato da Livorno e Perugia, comuni sempre rossi dal dopoguerra, Livorno poi dal 21 è nella storia di quello che è poi diventato pd. Ai renziani ricordo che il loro leader è stato condannato, dalla corte dei conti, a risarcire il danno erariale da lui prodotto quando era alla provincia…a buon intenditor poche parole. .
  • Lucio Giordano Alessandro G. io capisco che hai qualche problema con te stesso. Ma delirante lo dici a tua sorella. Non so nemmeno chi sei. Non so nemmeno se sei un mio contatto o meno. Pensa.  Ed è la prima volta che qualcuno mi insulta in vita mia. ma già, dimenticavo…. sei un renziano. Povero il mio PD. … che brutta morte ha fatto
  • Alessandro G. Caro Lucio Giordano adesso ho capito, sei una testa di cazzo. Se la sinistra è in mano a gente come te e i tuoi amici, allora si che è morta, perché è diventata fascista. Date retta al colone greco Tsipras, lì, che vi ha presi per il culo… E continuate a perdere. Alle prossime elezioni sparirete.

    Questo è lo scambio di battute tra me e il renziano. Adesso il botta e risposte sarebbe potuto andare avanti per l’intera giornata. Ho preferito non rispondere più, smorzare i toni. Ma non nascondo di esser stato colpito dalla sua violenza verbale, dal fatto che colpevolizzasse il mio essere di sinistra. Che poi: se esserlo significa credere nella solidarietà, negli ideali, nell’uguaglianza sociale , nella meritocrazia, nell’onestà, nella difesa dei più deboli e nella possibilità  di partire tutti dalla stessa linea, sommata ad una profonda spinta cristiana che veda il prossimo come un fratello con il quale condividere beni materiali e spirituali e non come un rivale da abbattere, allora si, lo sono. Se invece è appartenenza fideistica ad un partito,  allora no, la cosa non mi riguarda: sono un cavallo selvaggio, fiero di esserlo. Ragiono con la mia testa. Ma evidentemente il mio interlocutore non la pensa come me e ha randellato senza ritegno. Le sue parole avevano il sapore dell’olio di ricino e ricordavano tanto quelle di chi 90 anni prima fece la marcia su Roma.

    E dire che fino a qualche mese  fa ero convinto che fosse il movimento 5 stelle a non conoscere la strada della democrazia. Forse mi sbagliavo. Si badi bene. Adesso non sto dicendo che  Grillo e i suoi  siano dei  campioni del rispetto, però paragonandoli a questa nuova creatura politica, il partito di Renzi che nulla ha di centrosinistra, i grillini sono più tolleranti. Testato sul campo.  Li critico, si arrabbiano ma poi ci confrontiamo. Gli altri invece finiscono addirittura per togliermi il saluto. Se ci pensate un istante , il concetto di rottamazione ( almeno a parole, perche nella realtà il sindaco di Firenze è la continuazione della vecchia politica e ha rottamato solo l’ala progressista del Pd) ha un suono sinistro e non di sinistra. Un suono da futurismo marinettiano. Renzi, del resto,  lo ha ripetuto spesso: ‘ io voglio vincere e per farlo voglio parlare a tutti, voglio prendere anche  i voti della destra’.  Dichiarazioni anti partitiche, anti ideologiche. Appunto.

    Spero naturalmente di sbagliarmi. Spero che l’Italia grazie a lui diventi la prima potenza mondiale, un campione di benessere, democrazia e uguaglianza sociale. E che   la solidarietà sia diffusa . Se, per dirla con Lucio Dalla, ‘ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno’, meglio ancora. Però i segnali sono tutt’altro che rassicuranti. Già, perchè per chi, come il sottoscritto, ha  vissuto adolescente gli ultimi anni della Dc e immediatamente dopo il ventennio berlusconiano,  vivere un altro ventennio  sarebbe troppo. No, non ce la farei ad assistere alla ‘brutalizzazione’ della democrazia. Non so voi, ma io quel punto farei le valige per trasferirmi  in Australia. Tanto, anche da lì potrei dirigere Alganews. Con buona pace di Matteo va veloce. E ora mi sa che  iniziamo anche a capire il perchè di tanta fretta.

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