ATTUALITA'/LUCIO GIORDANO

LA VIOLENZA VERBALE DEI FANS DI MATTEO METTE PAURA

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Non so se vi capita mai di seguire i commenti dei siti on line. Quelli in cui si parla dei fatti della politica italiana.  A me si, e anche spesso. A parte qualche troll, rappresentano uno spaccato sincero  del Paese. Ebbene, nemmeno ai tempi di Berlusconi, i fans erano cosi verbalmente  violenti come quelli dell’attuale presidente del consiglio, Matteo Renzi. Forse perchè gli elettori di Silvio erano dei pensionati benestanti poco avvezzi al web, non so.

Fatto sta che questi qui non riescono proprio a contenersi. In una discussione su Bersani gli insulti si vendevano un tanto al chilo. Analisi zero, ovvio. Solo insulti appunto. Ricordavano tanti i fascisti di un vecchio film di Marco Bellocchio: Vincere. Guai a controbattere, come provava  a fare qualche malcapitato: nel loro incerto e volgare italiano, con le loro tastiere a forma di manganello sbattevano in faccia  epiteti come fosse olio di ricino.

Adesso: non so voi. Ma io inizio  davvero a preoccuparmi per la libertà di pensiero degli italiani. I renziani  infatti vogliono vincere  tutti i costi, gli ideali li hanno calpestati con uno sputo e, grazie a quel 40.8  alle europee, ottenuto  con un’affluenza del 57 per cento dei votanti, si sentono i padroni del Paese e non sentono ragioni  . Cioè , con un risultato peggiore dello sconfitto Veltroni nel 2008, credono che tutti gli italiani siano dallo loro parte.

Non è affatto vero. Ma non fa niente. Fiducia cieca al loro capo, si chiama. Loro ormai, pur di governare, sono disposti ad allearsi anche con l’ex cavaliere. Anzi, non vedono l’ora. Si sono impossessati del partito con primarie tarocche, in cui tutti, anche berlusconiani e fascisti potevano votare (  in pratica è come se permetteste   anche a condomini residenti in un’altra città di eleggere il vostro amministratore di condominio) e adesso sono pronti a disfarsi dell’altra metà del partito, la sinistra del Pd. Ci stanno provando con arroganza, tracotanza. O con  frasi raccapriccianti, come quella letta ieri  in un commento di un sito on line : ‘raus, pidocchi comunisti. Il partito ora è nostro. Andatevi a schiantare in un gulag’.

Confesso: inizio ad aver paura. Qui, dalle camice nere, siamo passati alle camice viola. I colori di Firenze. Ci manca solo l’istituzione del sabato renzista e siamo tornati a 92 anni fa.  La frittata a quel punto sarebbe fatta.

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